Via dei Sapori “On the Beach”: a Grado la cucina diventa racconto del territorio

  31 Luglio, 2026

GRADO – Una spiaggia, il tramonto sul mare, decine di calici che brillano al sole e oltre venti chef impegnati a cucinare davanti al pubblico. Se qualcuno cercava un modo originale per raccontare il Friuli Venezia Giulia, martedì 28 luglio lo ha trovato sulla sabbia della Git di Grado.

È qui che si è svolta la seconda tappa 2026 di Via dei Sapori – On the Beach, il format ideato da Walter Filiputti che da oltre venticinque anni continua a valorizzare il meglio della ristorazione e della viticoltura regionale.

La formula è ormai consolidata, ma conserva intatto il suo fascino. Cucine mobili, eleganti tavoli apparecchiati con tovaglie bianche, piccoli assaggi preparati espressi e un continuo dialogo tra chef, viticoltori, produttori e pubblico. Non una semplice degustazione, ma un percorso che invita a conoscere chi sta dietro ogni piatto e ogni bottiglia.

Filiputti ama definire i protagonisti della manifestazione “Solisti del Gusto”, e osservandoli all’opera il termine appare più che mai appropriato. Ognuno interpreta il proprio ingrediente con personalità, ma l’insieme crea una vera orchestra del gusto.

Il percorso è iniziato con i profumi del mare. La Parmigiana di pesce spada e pesto al timo de L’Androna di Grado ha trovato un perfetto equilibrio con il Pinot Grigio Ramato di Forchir, mentre Al Ponte ha proposto i Pennaci stesi a mano con pesto all’aglio orsino, battuta di tonno e olive carsoline, accompagnati dallo Chardonnay di Gradis’ciutta.

Molto apprezzato anche lo Sgombro marinato con melone, yogurt e artemisia del San Michele di Fagagna, servito insieme alla Malvasia di Conte d’Attimis-Maniago.

Originale il Sandwich di pane alla camomilla con speck di trota, lattuga di mare e maionese al kren, valorizzato dal Sauvignon di Eugenio Collavini.

Tra le proposte più interessanti si è distinto anche il doppio Carpaccio di branzino, affumicato al legno di faggio e marinato all’aneto, presentato dalla Valle del Lovo di Carlino della famiglia Zanutta, in abbinamento alla Ribolla Gialla Spumante Brut Magnum di Eugenio Collavini.

A completare il percorso marino la Tartare di gamberi e lime del ristorante Ai Fiori di Trieste con il Sauvignon di Pascolo.

Non meno ricca la sezione dedicata ai sapori della terra. Il tradizionale Lagarto di maiale con cipolla di Cavasso in agro e kren di Da Nando, accompagnato dallo Schioppettino di Dario Ermacora, ha confermato ancora una volta la qualità di uno dei ristoranti storicamente protagonisti della manifestazione.

Molto apprezzati anche il Risotto ai peperoni e polvere di cappero de Al Grop di Tavagnacco con il Sauvignon Di Lenardo, il Cous cous alle verdure con petto di faraona ai semi di sesamo dell’Hotel Carnia di Venzone con la Vitovska di Zidarich e la riuscita proposta di Da Alvise di Sutrio, che ha unito mare e montagna con la Lingua salmistrata e salsa tonnata, accompagnata dallo Schioppettino Petrussa.

Gran finale dedicato ai dessert, tra pesche alla griglia con namelaka al cioccolato bianco, dolci dedicati a Nonino, gelati artigianali e originali cioccolatini all’olio extravergine.

La spiaggia della Git si è confermata ancora una volta una cornice ideale per un evento che riesce a coniugare eleganza e semplicità, qualità gastronomica e convivialità.

La vera forza della Via dei Sapori, tuttavia, va oltre l’eccellenza culinaria. È la capacità di raccontare il territorio attraverso le persone. Ogni piatto nasce dall’esperienza di uno chef, ogni vino racchiude il lavoro del vignaiolo, ogni prodotto porta con sé una storia fatta di stagioni, di mani esperte e di scelte quotidiane.

È qui che torna attuale il pensiero di Aristotele: l’arte porta a compimento ciò che la natura lascia incompiuto. La natura offre i suoi frutti; l’uomo, con intelligenza, sensibilità e rispetto, li trasforma in cultura.

Ed è proprio questa, forse, la lezione più preziosa della Via dei Sapori: il futuro dell’enogastronomia non nasce soltanto dall’eccellenza delle materie prime, ma dalla capacità dell’uomo di custodirle, interpretarle e condividerle.

Archiviata con successo la tappa gradese, l’attenzione è già rivolta al prossimo appuntamento dell’8 settembre sulla spiaggia di Lignano Sabbiadoro, dove il viaggio nei sapori del Friuli Venezia Giulia continuerà tra mare, territorio e nuove emozioni.

Marco Morandini