Ambiente: la raccolta dei rifiuti nell’emergenza della pandemia: ecco cosa accade per la differenziata

  30 Aprile, 2020

Una situazione imprevista, anomala, complicata, che sta cambiando radicalmente le nostre abitudini, quelle quotidiane come in un tempo prolungato.

Molti ci hanno chiesto cosa cambia nel settore della raccolta, riuso o trasformazione dei rifiuti.

Per chi riesce a condurre una vita scandita dal susseguirsi delle giornate, ed è costretto a rimanere a casa, la raccolta differenziata, per esempio, non subisce modifiche rispetto al periodo non interessato dall’emergenza.

Infatti, per le persone non contagiate dal Coronavirus e quindi non soggette alle misure restrittive per il contenimento della pandemia, la raccolta differenziata deve continuare con le modalità abituali. Semmai, nel caso si venga colpiti da un banale raffreddore, i fazzoletti di carta usati vanno gettati nei rifiuti indifferenziati.

Così come le mascherine e i guanti utilizzati per prevenire il contagio. Ma, in questo caso, gli esperti suggeriscono di sistemare nel contenitore utilizzato per la raccolta indifferenziata uno o più sacchetti piazzati l’uno dentro l’altro. Il sacchetto esterno, a fine raccolta, dovrà essere rinchiuso con cura. Sempre in tal caso, i rifiuti indifferenziati debbono essere conferiti al servizio raccolta con le tempistiche e le modalità stabilite dal Comune dove ci si trova.

Infatti, il servizio di raccolta differenziata prosegue senza interruzioni. Perché gli addetti al servizio per la raccolta dei rifiuti, in queste settimane non hanno mai sospeso il loro lavoro, proseguendo secondo il calendario stabilito in ciascun Comune.

La Regione ha fissato precise linee guida, di concerto tra ARPA e gestori della raccolta, che tiene conto delle indicazioni del Servizio sanitario nazionale per l’emergenza COVID 19. Nel caso si tratti di persone che sono costrette in quarantena obbligatoria, o che hanno contratto il virus, non debbono differenziare i rifiuti.

Pertanto, per loro: plastica, vetro, carta, umido, guanti protettivi e mascherine, vanno gettati nello stesso contenitore del secco residuo. Non debbono infatti differenziare i rifiuti per contenere le possibilità di diffusione del virus attraverso i rifiuti. Che vanno rinchiusi in un sacchetto nel quale, per sicurezza, vanno posizionati un altro o più sacchetti, chiusi accuratamente con l’ausilio di guanti monouso, e conferiti nei cassonetti stradali o nei cassonetti condominiali.

Nel caso la raccolta venga effettuata porta a porta, si dovranno gettare i sacchetti nel contenitore fornito dal gestore, che dovrà essere posto al di fuori dell’abitazione nelle giornate previste dal calendario in vigore, già predisposto dal gestore.

Nel caso si tratti di persone che hanno contratto il virus o delle persone in quarantena, possono richiedere di avere a disposizione un cassonetto più grande e una maggiore frequenza nella raccolta. Se la persona o il nucleo familiare è impossibilitato a conferire i rifiuti alla raccolta più chiedere di fruire dei servizi assistenziali di supporto previsti nel periodo. Queste modalità di raccolta debbono essere mantenute per 14 giorni dopo la dichiarata guarigione delle persone giudicate positive al tampone, e alla scadenza del periodo di quarantena obbligatoria.

Tutti gli altri utenti del servizio, non colpiti dal virus o dai provvedimenti di quarantena, debbono continuare la raccolta secondo le modalità ordinarie in vigore nel Comune di residenza.