Tra le colline del Collio dove il vino racconta la storia -I giornalisti di ARGA FVG in visita alle aziende Marco Felluga e Russiz Superiore

  10 Marzo, 2026

Ci sono luoghi dove basta alzare lo sguardo per capire perché il vino nasce proprio lì. Il Collio è uno di questi.

Colline morbide, vigneti ordinati che sembrano seguire il ritmo del paesaggio, l’aria limpida che porta con sé profumi di erba, fiori e terra. E poi l’orizzonte che si allarga fino alle Alpi e alle Prealpi Giulie, mentre dall’altra parte la pianura isontina accompagna lo sguardo verso il mare.

È in questo scenario, in una luminosa giornata di primavera anticipata, che si è svolta la seconda tappa degli Educational 2026 di ARGA FVG, ospitata a Capriva del Friuli nelle aziende Marco Felluga e Russiz Superiore.

Per i giornalisti agricoli del Friuli Venezia Giulia non è stata solo una visita, ma un vero viaggio dentro la storia del vino regionale.

Dopo la prima tappa degli educational a Isola Augusta, dedicata alla riscoperta dei valori dell’agricoltura e del territorio, questa volta l’attenzione si è spostata nel cuore della viticoltura del Collio.

Il percorso inizia nella sede aziendale situata a valle, tra vigneti e silenzi di campagna. Poi la strada sale dolcemente fino a uno dei punti più suggestivi della proprietà: il castelletto appartenuto alla famiglia Torre e Tasso (Turn und Taxis).

Oggi è un elegante resort immerso tra i vigneti, ma soprattutto una terrazza naturale sul Collio, da cui si capisce subito perché questo territorio sia diventato uno dei simboli del grande vino italiano.

Qui la storia si intreccia con quella della famiglia Felluga, protagonista da oltre un secolo della viticoltura del Nord-Est.

Oggi alla guida delle aziende c’è Ilaria Felluga, figlia di Roberto e nipote di Marco. Con lei continua il lavoro di una famiglia arrivata alla sesta generazione nel mondo del vino.

Tutto comincia oltre 150 anni fa a Isola d’Istria, quando Michele Felluga avvia l’attività vitivinicola di famiglia. Sarà poi Giovanni Felluga, nel 1938, a intuire le straordinarie potenzialità del Collio e ad aprire una cantina a Gradisca d’Isonzo.

La Seconda guerra mondiale cambia tutto: la famiglia perde le proprietà istriane, ma proprio da quel momento nasce una nuova fase della storia.

Nel 1956 Marco Felluga fonda l’azienda che porterà il suo nome e diventa uno dei protagonisti della rinascita della viticoltura friulana.

Nel 1967 arriva un altro passo decisivo: l’acquisizione di Russiz Superiore, uno dei cru più prestigiosi del Collio.

Marco Felluga è stato per molti una vera guida del vino regionale: visionario, determinato e profondamente legato al territorio. Tra le sue battaglie più note quella per la difesa del Tocai friulano, simbolo dell’identità enologica del Friuli Venezia Giulia.

Il suo testimone passa prima al figlio Roberto e oggi a Ilaria, che continua a promuovere i vini dell’azienda in Italia e sui mercati internazionali.

Tra i momenti più affascinanti della visita c’è stata anche la scoperta del caveau voluto da Marco Felluga: una sorta di archivio del tempo dove sono conservate tutte le annate dei vini dei due marchi.

Bottiglie che non si toccano. Era stato proprio Marco a volerlo: lasciarle riposare per permettere, un giorno, di capire come il tempo sappia trasformare un grande vino.

Nelle cantine Marco Felluga e Russiz Superiore i protagonisti restano i vini bianchi, vera anima del Collio: vitigni autoctoni, varietà internazionali, blend eleganti e sorprendenti.

Accanto a loro trovano spazio anche rossi raffinati e strutturati, capaci di regalare profumi di frutta, fiori di campo e note minerali che raccontano il carattere unico di queste colline.

Tra le etichette più rappresentative spiccano il Brut Metodo Classico Blanc des Blancs Marco Felluga, il Friulano e il Pinot Grigio Russiz Superiore, il cru Col Disôre e il Rosso Riserva degli Orzoni, affinato per almeno due anni in botte e poi in bottiglia.

Il filo che lega tutto — famiglia, territorio e vino — resta sempre lo stesso: la volontà di valorizzare i vitigni identitari del Collio, a partire dal Tocai, oggi Friulano.

Una tradizione che continua a evolversi senza perdere le proprie radici.

E mentre la visita si conclude tra i filari e i panorami del Collio, resta una sensazione chiara: in queste colline il vino non è solo un prodotto.

È una storia che continua a essere raccontata, vendemmia dopo vendemmia.

Marco Morandini